Doppiaggio: famosi vs ignoti

Doppiaggio: bravi e famosi vs ignote superstar

Quando celebrità fa rima con professionalità. E ancora perchè capita che doppiatori famosi non “se la tirino”, mentre emeriti sconosciuti sì? Sarà perchè i primi non hanno più niente da dimostrare o perchè fanno il loro lavoro con vera passione, a riprova del fatto di essere arrivati dove sono? Ma vi immaginereste un famoso attore americano (nel caso in questione Rick Hoffman) di una famosa serie tv (sempre nel nostro caso Suits) comportarsi più modestamente di un qualunque Sig. Alias Rossi, doppiatore di un’altrettanto qualunque televendita nostrana?

E credeteci quando vi raccontiamo che è andata proprio così, più di una volta: era già accaduto con Andy Serkis, il Gollum in persona del Signore degli Anelli (e ancora Il pianeta delle scimmie, Guerre stellari, Lo Hobbit, etc.), Anna Friel, attrice ne “Il gatto con gli stivali” e Monica Lawson, attrice in “NCIS Los Angeles”.

Sì perchè al di là di certa comunicazione non verbale, soprattutto di fronte a chi fa della propria voce un’arte, le parole contano eccome! E se la persona in questione, oltre ad essere famosa, è anche gentile, simpatica e non si riserva di spendere parole per esprimere rispetto e gratitudine, ci lascia ancora più stupiti.

Tutte prerogative che dovrebbero essere scontate, sempre e comunque, a qualunque livello, al di là della categoria, del settore, e del tipo di lavoro in questione. E invece è triste constatare che proprio coloro che non sono affatto famosi, molto spesso purtroppo peccano di presunzione e arroganza.

Si presentano con l’esigenza di snocciolare poche e insignificanti esperienze nel doppiaggio ma soprattutto esigendo le tue referenze come studio di registrazione o centro di doppiaggio per non rischiare di stare perdendo tempo (senza realizzare che sono proprio loro che lo stanno facendo perdere ad altri). Dopo aver lavorato con personaggi del calibro come sopra, capirete che è alquanto curioso trovarsi a trattare con “personaggi” del genere.

Le buone regole sono sempre le stesse. Si tratta di rispettare il luogo di lavoro e i propri interlocutori – lo stesso Rick Hoffman che usa dire “per favore” o “scusa” rispetto al solito ignoto che invece entra in studio “con la puzza sotto il naso”; Andy Serkis che si presta a fare una foto ricordo scusandosi se la sua camicia non è al esattamente top (eravamo in piena estate, c’è da capirlo) versus il Sig. Alias Rossi che vuole ricordarci cosa dovrà includere il suo cachet ancor prima di iniziare a lavorare oppure come dovrebbe essere attrezzato lo studio (secondo lui).

E l’elenco di paradossi potrebbe persino continuare…

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